CaffeNero | Il Cannocchiale blog
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15 febbraio 2008

UN MESE DI CAFFENERO

 

E’ già un mese (quasi) di attività per CaffeNero. Nato con l’intento di essere un metablog delle Destre e come “bastone nelle Ruote” verso i numerosissimi blog di matrice Sinistroide che sopravvivono grazie e avvolte, soprattutto, ai commentatori o simpatizzanti di destra, invece è diventato un vero è proprio blog attivo, capace di produrre articoli che variano a tutto campo dal revisionismo storico, all’attualità.

Ciò è stato possibile grazie alla voglia di Pike, grande commentatore e grande bloggers, grazie a Simone e forse anche grazie a me. (autori di questo blog)

Non bastiamo però, solo noi. Un grazie va anche a ReyTS (autore anch’egli di un articolo), Caposkaw (oramai invidiatoci da altri blog, per i sui stupendi post) Gh (spero che anch’egli prima o poi scriva un’ articolo), Ercolina Milanesi (autrice di vari post e commenti), Ardito, e anche Geco e Scrambler. E l’ultima conoscenza di CaffeNero: Iotocco.

(Scusate se al momento, dimentico qualcuno, spero non si offenda.)

Non ci interessano visite\commenti a 3 cifre o più (anche se fanno piacere, inutile essere ipocriti), siamo nati con l’intento di unirci, confrontarci e arricchirci con i saperi di altri bloggers, insomma imparare a vedere cosa ci circonda anche da punti di vista differenti dai personali canoni.

L’anima del blog, come sempre è aperta e democratica anche ai commentatori di sinistra che spesso ci attaccano, e ciò che gli riesce meglio è insultare (eccezion fatta per Geco, intelligentissimo bloggers di sinistra e Iotocco per cui vale stesso discorso fatto per Geco, sempre ben accetti sul nostro blog). Noi non l’ho abbiamo mai fatto e se qualche volta è scappato, è perché provocati (Anche se non ricordo sia mai successo) dalla loro presunta superiorità morale e culturale e dalla loro poca attitudine al dialogo costruttivo.

Posso peccare di presunzione, ma credo fortemente che CaffeNero possa essere il posto giusto per scambiare 2 chiacchiere con educazione e civiltà qualunque sia il colore politico dei commentatori, e per questo ne vado fiero.

Inoltre, non sono mai stati censurati commenti offensivi nei nostri confronti, segno di maturità, a differenza di qualche blog dichiaratamente di sinistra, che senza alcun problema si auto proclama paladino della libertà (di dire e pensare cosa fa piacere all'autore del blog). La nostra filosofia è questa.

Speriamo di aver fatto sino ad ora un buon lavoro, e di avervi fatto passare qualche ora di svago.

KINASAFRONTE

www.CaffeNero.ilcannocchiale.it




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14 febbraio 2008

PIEGHE

 

In questi scritti, voglio parlare di alcune piccole pieghe tra le pagine , o meglio , o spazi bianchi tra le righe, fatti avvenuti ma non riportati nella storia ufficiale del periodo 1943/45 , l'epopea della RESISTENZA ....

Il periodo in questione può essere tranquillamente definito la guerra civile italiana.

Col questa sola affermazione si può ancora essere tacciati di bestemmiare la fulgida pagina della guerra di liberazione condotta dai partigiani.(...)

Questo è un comodo modo di nascondere la realtà dei fatti .

Se questa Nazione ha bisogno di una cosa , questa cosa è la Verità.

Quindi è necessario dire tutto, aprire ogni archivio, non dimenticare nessuna vittima.

Ecco alcuni nomi:

Olimpio Corti, fotografo e barbiere.

Emilio Campeggi, agente di polizia

Giuseppe Casari, agente di polizia

Aderigo Cassanelli, agente di polizia

Alessandro Castellari, agente di polizia

Raffaele Del Bue, agente di polizia

Angiolino Germiniasi, agente di polizia

Angelo Giubbolini, agente di polizia

Guerrino Gozzi, agente di polizia

Nando Montorri, agente di polizia

Silvio Moscardini, agente di polizia

Luigi Piana, agente di polizia

Riccardo Quadrelli, agente di polizia

Livio Varagnoli, agente di polizia

Enrico Visciano, agente di polizia

Nomi di vittime. Ma queste vittime non sono celebrate. Sono a malapena inserite in qualche archivio polveroso.

Perché? Perché sono stati uccisi in circostanze che i custodi della storia ufficiale preferiscono nascondere, occultare, uccidendoli così di nuovo.

Il gruppo di poliziotti disertò nel Giugno 1944 dalla questura di Modena. Il loro intendimento era di raggiungere la zona di Montefiorino nell'appennino emiliano , dove erano attive grandi formazioni partigiane (1).

il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Modena aveva loro fornito una lettera di presentazione, la quale certificava il loro antifascismo e la volontà di unirsi ai partigiani. Questo documento si può definire , senza ombra di dubbio , un atto ufficiale.

Giunti nella zona furono intercettati da un gruppo di partigiani comandati da Nello Pini (nome di battaglia Nello), il quale, nonostante la lettera del CLN modenese, li giustiziò sommariamente il 15 Giugno in località Montemolino di Palagano, sotto l'accusa di spionaggio.

Il signor Olimpio Corti abitava a Montefiorino e si divideva nell'attività di barbiere e fotografo itinerante (questo per motivi economici) ed era una persona molto conosciuta in zona per la sua abilità di ritrattista. Dopo l'otto settembre 1943 non si schierò, e continuò la sua attività di fotografo, ritraendo a richiesta sia soldati della RSI sia partigiani, sia persone comuni. Per far questo si recava nelle varie località della zona , come aveva sempre fatto prima e durante il conflitto.

Il giorno 30 aprile 1944 il signor Corti venne fucilato dai partigiani comandati da Nello sotto l'accusa di essere una spia (2). Questa accusa non era suffragata da riscontri di nessun tipo.

Come si può vedere , il comandante Nello ha la responsabilità della morte di 16 persone innocenti, senza considerare che i poliziotti uccisi erano addirittura degli antifascisti. 16 vittime conosciute , di cui c'è traccia negli archivi. Non si sa quante possano essere le persone semplicemente scomparse, di cui non esiste memoria.

I dati in mio possesso non permettono di stabilire con precisione il nome del gruppo partigiano di Nello e la sua appartenenza politica (sembrerebbe di estrazione comunista, ma non ci sono riscontri chiari (3)).

Questi e altri episodi (4) convinsero il comando partigiano della zona a intervenire contro Nello i suoi accoliti. Nello e alcuni suoi sottoposti furono arrestati , e successivamente fucilati il 31 Luglio 1944 da un plotone d'esecuzione di partigiani.

Questa piccola storia emerge un attimo dal mare magnum dell'agiografia resistenziale. L'insieme si può definire un avvenimento atipico, essenzialmente perché il maggiore responsabile di queste uccisioni ingiustificabili , il comandante Nello, è stato bloccato e punito dagli stessi partigiani nel periodo bellico.

La storiografia ufficiale ha una nota di pagina per il comandante Nello, e nulla per le sue vittime.

La Giustizia e la Verità , due cose che sembra facciano parte dei VALORI DELLA RESISTENZA (5) , ci impongono di ricordare queste vittime. E anche del loro boia.

Chi si dimentica il passato, è costretto a riviverlo.

(1) Successivamente si instaurò una repubblica partigiana ( Repubblica di Montefiorino ) della durata di 45 giorni dal 17 giugno 1944 al 30 luglio 1944. Durante questo periodo si reputa che in zona fossero presenti 5000 partigiani di varie formazioni e tendenze politiche.

(2) La ricostruzione degli avvenimenti operata del figlio del signor Corti, Aldo, propese per un motivo slegato dal conflitto. Secondo Aldo Corti l'esecuzione di suo padre fu commissionata da un fotografo concorrente , invidioso del successo di Olimpio.

(3) Questa ossessione paranoica sulle spie era una mania del comunismo dell'epoca, oltre a essere un'ottima scusa per qualsiasi prevaricazione.

(4) Nella storia orale della zona, Nello è ricordato con infamia.

(5) Non ho ancora incontrato qualche arrabbiato difensore dei partigiani che mi sapesse enunciare i VALORI DELLA RESISTENZA. Di conseguenza sono costretto a andare a caso

Fonti:

sito non ufficiale dei caduti della polizia italiana

http://www.cadutipolizia.it/1943-1945resistenza.htm

mostra del 2005 delle fotografie di Olimpio Corti

http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2005/obiettivo.asp

la repubblica di Montefiorino

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=64

ricercando sul sito dello ANPI il nome di Nello Pini, si ottiene solo un richiamo che non porta a nulla e nel quale è ricordato come solo come predecessore di un altro comandante partigiano.

ARTICOLO DI CAPOSKAW




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13 febbraio 2008

La sinistra arcobelìno e i termovalorizzatori (a Beirut)

 



Pochi istanti fa, apprendevo a Radio 24,che per votare il rifinanziamento delle missioni all’estero, i verdi e il partito dei Comunisti Italiani,hanno posto come condizione di stanziare € 30.000.000 (trentamilioni) per costruire i termovalorizzatori in Libano.Altrimenti non ci stanno.

Posto che credo i cittadini libanesi abbiano altre priorità,dei termovalorizzatori ci sarebbe bisogno in Campania. Italia.

Ma il fatto è che, qui in Italia, gli amici della sinistra arcobelìno ,i termovalorizzatori,non li vogliono.

Berlusconi può non piacere,il del-fini detto trottolino amoroso meno che meno,ma questo paese , questa Nazione ha bisogno di destra.

Potrà davvero il messianico Veltroni governare senza l’apporto della sinistra arcobelìno ? ammettiamo che raccolga il 35% e che l’alleato Di Pietro raccolga il 7%, avrebbe comunque i numeri per governare senza l’apporto di quelli che vogliono i termovalorizzatori ( a Beirut) ?

Volete vedere ancora i tivù l’orrido comunista d’antan Oliviero Diliberto ,che è talmente noioso e fuori tempo massimo che lo sfotte persino Crozza,che pure non è esattamente di destra?

O volete, peggio ancova,ascoltave le evve avvotate del vosso antico Bevtinotti?

O vedere il crapun pelat dello splendido splendente Marco “Kojak” Rizzo?

O peggio volete un governo di unità nazionale PD - PDL?

Non importa quale formazione, fosse anche il partito del famigerato falso felsineo del-fino fini , l’importante è andare a destra .

Pike




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12 febbraio 2008

Riciclaggio ultima via

 A fronte delle periodiche emergenze nello smaltimento dei rifiuti, che riguardano principalmente la Campania ma che in passato non hanno risparmiato nemmeno la Lombardia, il riciclaggio viene sempre indicato come una delle principali ricette per ridurre alla radice l'eccessiva quantità di immondizia e facilitare quindi il trattamento della parte residua non recuperabile.
Senza dubbio il riutilizzo di tutto quanto può essere riciclato è un'operazione fondamentale e anche chi vi scrive l'ha sempre fatto in casa proponendolo spesso ai compagni ai tempi della scuola (per la verità con scarsi risultati).
Tuttavia, sia considerando la quantità mostruosa di rifiuti prodotta che la progressiva riduzione delle materie prime da cui ricaviamo i nostri beni, sto iniziando a pensare che il riciclaggio stesso non deve essere la prima operazione per risolvere il problema, ma una delle ultime.
Mi spiego.
Oggi diamo per scontato di dover utilizzare contenitori sempre nuovi per beni che si esauriscono velocemente, come i flaconi dei detersivi o degli shampi piuttosto che vaschette per formaggi frutta e verdura. Eppure, almeno su questi prodotti e alimenti, in realtà è possibilissimo dotarsi di un unico contenitore o flacone, di un materiale più robusto e lavabile, riutilizzabile di continuo.
Un flacone in plastica da un litro di detersivo per piatti è tranquillamente riciclabile. Ma se al suo posto impiegassimo sempre uno stesso contenitore riempiendolo di volta in volta da appositi distributori quando si fa la spesa non avremmo nemmeno la necessità del riciclaggio. Che tra l'altro, ricordiamo, ha comunque dei costi economici ed energetici e non consente mai di recuperare il 100% del materiale di partenza.
Se a questo pensiamo che la materia prima in discussione per fabbricare flaconi di plastica è il petrolio ci rendiamo conto di quanto sarebbe conveniente ricorrere a uno stesso contenitore per anni riempiendolo di volta in volta anziché acquistarne sempre uno nuovo.
Idem per i banali contenitori di alcuni alimenti, come salumi e formaggi che prendiamo dagli scaffali avvolti in inutili strati di cellophane o scatolette di plastica che inevitabilmente getteremo nella spazzatura... e che troviamo tuttavia incluse nel prezzo.
A questo punto il sacrosanto riciclaggio sarebbe necessario solo per una quantità di rifiuti ridotta già alla radice grazie a un nuovi modi di imballaggio e conservazione. Alla base inoltre ci sarebbe una minore necessità di produzione di beni ormai inutili da cui un notevole risparmio sociale, energetico e minor inquinamento.
Di certo può fare una certa impressione il pensiero di presentarsi al discount o al mercato armati di contenitori o scatolette – magari un pochino ingombranti – per riempirli di quanto ci occorre. Ma è solo questione di abitudine, in un passato non troppo lontano non funzionava molto diversamente se penso che i miei nonni erano abituati a riconsegnare al negoziante le bottiglie in vetro dell'acqua affinché venissero riutilizzate.
E nel dubbio di un peggioramento della situazione futura è meglio farsi una nuova abitudine finché ancora godiamo di indiscutibile prosperità.

Simone


www.simoneinarcadia.altervista.org




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11 febbraio 2008

Considerazione di un'Italiano

 

Vorrei con il mio post, il primo su questo blog a lasciarmi andare su alcune considerazioni generali della nostra società.

Non leggo libri da molto tempo e anche quelli letti moltissimi anni fa erano solo di avventure, quindi la mia cultura è limitata ma allo stesso tempo non “seminata” da pensieri altrui, indotti magari leggendo libri che trattano varie tematiche.

Ho osservato che molti commentatori hanno l’ abitudine di citare Tizio, Caio e Sempronio (specie il l’ elettore di sx) e al che mi chiedo spesso, ma un pensiero tuo, non indotto non ne hai?

Bene, ora arrivo al punto, iniziando dal discorso omosessualità.

Comincio da questo perché dopo aver letto e firmato una petizione linkata sul blog di Daw, la lettura di parecchi commenti mi hanno dato da pensare. Non è la prima volta che lì si parla di questa cosa e non vi dico le argomentazioni che sono uscite, sia da una parte che dall’altra.

Accetto il fatto che ci sono persone che provano sentimenti/attrazione per altre del proprio sesso, posso comprendere anche le loro richieste per alcuni diritti, mi riesce molto difficile buttar giù altre cose.

La natura, l’ evoluzione ha portato a due ben distinti sessi, uomo e donna a cui ha dato il dono di poter procreare con la loro unione, da sempre questa è stata considerata la famiglia.

D’ accordo, ci sono casi in cui la coppia per vari motivi non possono procreare e che magari con l’ inseminazione artificiale o l’ adozione riescono a realizzare il loro sogno, avere un bambino.

Questa per me è la famiglia, che la coppia sia sposata o meno cambia poco.

Da sempre ci sono state queste due figure, il padre e la madre, figure che a colpi di legge in altre nazioni stanno cercando di far scomparire onde non ledere i “diritti” degli omosessuali, per non creare discriminazioni.

A quando una legge per far scomparire anche le parole UOMO e DONNA ?

Trovo giusto che alle coppie omosessuali vengano riconosciuti certi diritti, trovo assurde invece alcune richieste tipo adozione o altro.

Non metto in dubbio che forse alcune coppie omosessuali possano dare l’ amore al bambino da loro adottato meglio di altre coppie normali, ma trovo difficile che riescano a dare certe chiamiamole “direzioni” al bambino.

Come vivrebbe anche il pargolo vedendo la diversità di quella che lui considera la sua famiglia osservando quelle dei suoi compagni?

Chi ricoprirebbe quei ruoli sopra indicati in questa famiglia atipica? Che idee si farà sulla sessualità crescendo e arrivando a sua volta al momento di crearsi la sua di famiglia?

Spesso rifletto, ma i dubbi rimangono su tante cose e le discussioni avute qui in rete ben difficilmente riescono a fugarli.

Quando inizi ad esporli le prime “battute” che ti becchi è di essere omofobo.

Per esempio, proverei un senso di schifo se mi capitasse di vedere due uomini baciarsi, un film hard con gay mi farebbe schifo vederlo, cosa posso farci se la mia natura di uomo a cui piacciono le donne prova queste cose vedendo qualcosa contraria alla mia “natura” ?

Se dici le cose poco sopra elencate eccoti la tua bella targhetta di omofobo, ma sarei curioso di sapere cosa prova chi me la appiccica se capitasse a lui i casi elencati.

Un altro argomento spesso trattato è l’ immigrazione, integrazione e tutto il bla bla vario che vi ruota attorno.

Io sono contrario a quella sorta d’ invasione che il nostro paese sta subendo, depresso nel vedere come il cittadino comune autoctono venga relegato sempre più indietro pur di concedere ogni cosa in nome di una solidarietà pelosa.

Stufo di osservare come la sinistra si riempia la bocca di tutelare tutti questi immigrati mantenendo le LORO culture e ciò che le circonda, pronti però in nome di questo a cancellare la NOSTRA o quantomeno rinnegarla considerando la nostra storia, la nostra cultura solo fregnacce.

Pronti a indignarsi se qualcuno tenta di far rispettare le leggi a questi nuovi arrivati, tacciando di razzismo chi gli fa osservare che TU cittadino italiano devi adempiere a tutta quella burocrazia che lo stato in cui vivi ti riempie, ma che invece le anime belle della sinistra son pronte a chiudere un occhio se il nuovo arrivato CALPESTA quelle leggi che tu sei obbligato a seguire.

Perché devo leggere sui quotidiani che gruppi di “compagni” dei centri sociali o cose similari si prodigano di okkupare (con la k tanto cara a loro) abusivamente alloggi dandoli poi agli stranieri mentre magari io cittadino italiano sono in graduatoria come un fesso da anni per avere diritto ad un alloggio popolare. E non bastasse questo riescono a trovare pure dei giudici che danno ragione a loro.

Perché devo vedere sparire le “piccole” cose che hanno sempre fatto parte del nostro paese seppur laico tipo il crocifisso dalle aule, il presepio o i canti di Natale sempre dalle scuole in nome di una integrazione che forse non ci sarà mai, visto che coloro per cui vengono fatte sparire queste cose vogliono invece importare qui da noi i loro usi e costumi?

Se leggete in rete, trovate montagne di articoli su cose che accadono in altre nazioni dove la cosiddetta integrazione è partita ben prima che da noi e di come le cose non siano proprio così idilliache come vogliono darcele a bere i soliti noti.

Non ricordo dove, lessi un commento di un tipo che parlava di Marx e di come lui vedesse la società, senza distinzioni di ceto, di religione, di razza e altro.

A pensarci un po’ su mi sa che le cose stanno prendendo quella via, piano piano ci stanno “cancellando” tutte le nostre diversità. Tra un pò, pure quella di sesso mi sa…

ReyTS




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