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6 marzo 2008

LA COSINA ROSA




Un'idea diversa per un simbolo elettorale piacevole: la "cosina rosa"

Dopo la Cosa Rossa e la Cosa Bianca, Bertinotti e Casini fonderanno la “cosina rosa”?


Il 03 marzo abbiamo visto a “Porta a Porta” l’inedita coppia Faustino Bevtinotti e il Pierfurby Casini giurare di difendere la Nazione, a costo di passare sui nostri corpi, dall’inciucio veltrusconiano.

Mai coppia fu peggio o meglio assortita.Del resto le coppie comiche, come Stanlio e Olio , Cochi e Renato , Ric e Gian , Gianni e Pinotto , hanno fatto la loro fortuna appunto per l’ assoluta diversità.

E pensandoci bene, potrebbero chiamare un’eventuale coalizione dei rispettivi schieramenti “ Cosina Rosa “.

Idee per il simbolo?

Pike




permalink | inviato da colognoinazione il 6/3/2008 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (65) | Versione per la stampa



5 marzo 2008

A’ UALTER MA VAFF….

 

                                                               

Anche io devo essere sincero, mi è venuto il dubbio su chi votare tra il Ualter e il Berlusca dopo la scissione di An a favore del PDL.

Ero quasi convinto, che votare per il Veltroni di turno era la cosa giusta da fare. Mi ha smentito in neanche un mese.

Prima di tutto mi irrita, sta storia del nuovo che abilmente la sinistra Piddina ha messo in atto per accaparrarsi il consenso degli indecisi italiani, facendo passare il candidato premier del centro - dx come vecchio, quando, se dovessimo contare gli anni politici sul groppone, il Berlusca a confronto del Ualter è un adolescente alle prese con i primi filmini e giornaletti porno in mano pronto a nasconderli al minimo rumore.

In secondis, la candidatura dei cosiddetti giovani nelle file del PD non mi convincono “assai”, c’è puzza di bruciato nel forno. Sono forse più manovrabili? Saranno meno scassa balle, di chi ha un minimo di esperienza ?

Vi faccio notare, che le prossime elezioni non sono le comunali ma le nazionali quindi una ex call center non mi serve, voglio gente che mi pari il culo non gente che non sa come ribattere e come farsi sentire.

Punto terzo: “Il PD corre da solo”, parole di una persona morente. Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano. Non mi pare abbia rispettato tale affermazione, dopo la federazione con IDV e l’entrata dell’odiosa Emma (fu) Boninno. Che neanche a farlo apposta, si stanno già scannando per una poltrona. Di Pietrino già ghigna.

Quarto punto, Romano Prodi (che di buono ha solo il nome: Romano Saluto cordialmente) (Pike capirà) ancora non vuole andare a quel paese, e per far dimenticare la porcata del suo governo non si fa sentire non si fa vedere, ma in realtà ha la poltrona con il suo bel (non per me!) culone seduto a godersi la leader ship del PD, pronto a scattare.

Da non dimenticarsi: il PD è costituito dal 70 % da personaggi facenti parte del vecchio Ulivo…

Quinto punto, il programma del PD lo avete letto? A me sembra quello del centro dx presentato però nel 1994… e più che un programma da centro sx appare un programma da centro dx, qualcosa non quadra.

Raga, un politico rimarrà sempre un politico.

KINA




permalink | inviato da kinasafronte il 5/3/2008 alle 17:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (58) | Versione per la stampa



4 marzo 2008

Il ° Punto politico



Walter Veltroni - L
’uomo che viene dal nord est

e che sussurra ai leghisti ( ed ai fascisti )

Il poliedrico Walter, ha candidato Massimo Calearo, presidente dell’omonimo gruppo e presidente di Federmeccanica. Distintosi in una puntata di “Anno Zero” in quanto a toni padani. Non avessi saputo chi era o l’avessi ascoltato senza video avrei potuto prenderlo tranquillamente per un esponente della Lega Nord.

Ovviamente il marchese Luca Cordero Lanza di Montezemolo ( detto elefantino per alcune foto scattate quest’estate ), plaude , BeVtinotti, pvotesta in difesa degli operai dal cattivo Calearo, con quella faccia un po così quell’espressione un po così che c’ha uno che sta per essere sodomizzato senza vaselina dalla logica del “voto utile”.

Però il buon Faustino pvotesta ai microfoni del tiggiuno con una cravatta marron di cachemire ( € 70 ) , ton su ton con un giacca di sartoria (minimo € 1000 ma mi-ni-mo) e un cappotto cammello davvero pregevole (minimo altri €1500 ma in saldo, beninteso ) e con una sciarpetta di seta dal vago sapore etnico bandiera della pace arcobelino ( credo € 100 ) che userei volentieri per impiccarlo e non necessariamente per il collo.

Il faustino non è proprio credibile quando parla di operai e quindi non è un alternativa al PD. Troppo borghese e troppo chic, come tutta la sua formazione politica.

Detto questo, tornando al punto, oggi Veltroni sta dimostrando coraggio e valore di cui gli va reso merito, avendo imbarcato oltre al barricadiero Totò DiPietro, che sbilancia moooolto a destra il PD anche un paraleghista fautore di “meno tasse e più sicurezza” come Calearo.

Detto tra noi, se vincesse Walter e perdesse il centro destra, onore a lui.

Veltroni, piaccia o no, ha portato innovazione nell’asfittica politica itagliana, se pure tra molte contraddizioni , come le mancate dimissioni di Mister Munnezza Bassolino o le dichiarazioni rilasciata a “ElPais . Riassunte “ Somos reformistas no de izquerdas “

http://www.elpais.com/articulo/internacional/Somos/reformistas/izquierdas/elpepuint/20080301elpepiint_3/Tes

Veltroni, l’uomo che sussurra ai leghisti e ai fascisti, sta facendo la sua campagna elettorale dettando le sue regole a un centro destra che mi pare senza smalto e incapace di rinnovarsi foss’anche nei toni, e non può urlare ai comunisti voraci mangiatori di bambini crudi,argomento buono per il pubblico di Emilio Fede, per carità, ma che non tradisce mai.

Se Veltroni sussurra ai leghisti ed ai fascisti, potrebbe anche solo attraverso Totò DiPietro ex “sbirro” ed ex missino, captare molti voti di centro destra mentre Silvio Berlusconi è assolutamente incapace di blandire l’elettorato di sinistra,che lo trova simpatico quanto un grappolo d’emorroidi.

Ma non solo, il falso finto del-fino e faina felsinea gran figlio Fini, è appannato e stretto dalla bella figa mediatica Berlusconi, appare in ombra, oltre ad avere fatto paurosamente incazzare il proprio elettorato (ed il sottoscritto come immagino ,avrete intuito ) che voterà in massa, verosimilmente, “La Destra” di Storace e della coscia lunga di destra Danielona Santanchè o , perché no, l’ex sbirro missino DiPietro.

Insomma, vinca il migliore, che credo alla fine sarà Veltroni.

L’Italia viene rappresentata come una donna.Un giro di danza Donna Italia, preferirà concederlo al vecchio e tignoso Silvio o con il “ giovane “ e piacione Walter Obama Veltroni ?

Resta da vedere se poi riuscirà a governare. S’è detto che il fu Romano è stato ammanettato dalla sinistra radicale,ma non è che la Bonino e il suo bagaglio garantista non facciano a cazzotti con il giustizialismo di Totò DiPietro, o che sempre la Bonino sia antitetica alla teodem Maria Goretti Binetti.

Ad ogni modo, signori “ lo scopriremo solo vivendolo “così almeno diceva il poeta.

Pike




permalink | inviato da colognoinazione il 4/3/2008 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (61) | Versione per la stampa



3 marzo 2008

Gli facciamo un culo così

 




La politica italiana, con le sue classiche contrapposizioni, è in pieno fermento, tra alleanze che si fanno e si disfano, nuove esigenze, nuovi problemi, nuovi approcci che si contrappongono all'attaccamento alla tradizione. A tutto si aggiunga l'ondata di antipolitica o di “neopolitica” condotta da movimenti antagonisti come quelli di Beppe Grillo o Massimo Fini, cui si sommano gruppi di rivendicazione specifici su un singolo tema, quali Democratici Diretti o il Coordinamento Progetto Eurasia.

Questo più che mai è il momento giusto per rimescolare le carte in modo definitivo, abbandonare le vecchie contrapposizioni, che ormai non rispecchiano più le divisioni della società, e ricreare schieramenti politici e movimenti nuovi, che si uniscano sulla base di obiettivi comuni.

Da qui la proposta, cui ho già accennato diverse volte negli articoli precedenti, di fare un sacrificio ideologico e sganciarsi definitivamente dai vecchi schieramenti “destra” e “sinistra” - cosa che personalmente ho fatto da tempo.

Destra e sinistra infatti non rispecchiano più le contrapposizioni sociali. Sempre più spesso militanti degli estremi opposti si parlano tra loro cercando – e trovando – importanti convergenze. E se anche non dialogano, se anche non ammettono di avere affinità perché troppo gelosi delle proprie etichette, queste affinità comunque ci sono, tanto che simpatizzanti della Fiamma Tricolore o del Fronte Sociale Nazionale hanno con la Sinistra Arcobaleno più convergenze che divisioni... e allo stesso tempo prenderebbero volentieri a male parole i camerieri della “fu” Alleanza Nazionale, alla faccia della vicinanza geometrica destra – centrodestra...

Tuttavia i partiti persistono. Non ci rappresentano più, perdono pezzi e consenso, ma loro vanno avanti per la propria strada. L'unica conseguenza è un crescente astensionismo che non può che far piacere ai politici perché la passività del Popolo è per loro motivo di sicurezza: chi li scaccerà via dai loro troni se il Popolo si assopisce?

Non dobbiamo aspettare che la politica si autoriformi. I partiti sono organismi di potere ormai autoreferenziali, nonostante qualche lifting non cambieranno mai la propria natura. Gli unici che possono fare qualcosa sono i militanti, le persone, il Popolo che dal basso può promuovere cambiamenti radicali irresistibili a cominciare, appunto, dalla convergenza in un unico movimento degli antisistema di destra e di sinistra.

Il presupposto fondamentale è quello di lasciarsi alle spalle la sterile divisione fascismo-antifascismo. I non-conformi di sinistra devono capire che ormai il passaggio generazionale è tale che non si può guardare come a un nemico sempre e comunque chi, dalla parte opposta, avrebbe fatto una scelta diversa settant'anni fa. Quelli di destra invece, nella coagulazione di forze diverse verso un obiettivo comune dovrebbero al contrario rivedere proprio un'operazione di tipo fascistoide in cui, senza fare gli schizzinosi sulle etichette, si guarda solo al bene comune.

Le basi programmatiche per una convergenza ci sono. Destra e sinistra radicali sono unite dal comune disprezzo per i poteri forti – banche centrali, concentrazioni industriali, multinazionali, chiesa, massoneria -; dal valore attribuito alla diversità culturale; dalla lotta alla globalizzazione a favore di un ritorno al localismo e a un'economia sociale fondata sulla decrescita progressiva; dall'ambientalismo radicale; dal credo nelle garanzie sociali intoccabili come la casa, il lavoro, l'assistenza; da una politica internazionale antiatlantista e antiamericana a favore di un maggiore eurocentrismo e di un equilibrio globale multipolare.

Le eventuali contrapposizioni, che si riducono soprattutto a questioni di tipo etico, possono tranquillamente essere un semplice tema di dibattito interno e, al più generare spaccature solo in un futuro, quando la vecchia politica sarà stata spazzata via per quella sporcizia che è, e ci potremo di nuovo permettere divisioni.

Perché, ne sono certo, una convergenza tra gli antisistema di tutte le sponde non potrebbe che imporsi su questo Sistema. La politica attuale si fonda su una maggioranza di popolazione passiva che si fa trasportare dal vento; gli antisistema sono militanti attivi, combattenti che generano loro stessi vento e tempesta.

Una minoranza organizzata che si muove di concerto prevale sempre su una maggioranza in cui ognuno va per sé.

In sostanza, se uniamo le forze gli facciamo un culo così!

Simone

www.arcadianet.blogspot.com




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