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25 aprile 2008

La Fiamma e la Celtica

 

Tratto dall’omonimo libro scritto da Nicola Rao.

Casa Editrice: Sperling & Kupfer editori

Anno 2006

“Il fascismo storico, compresa Salò, ha avuto ventisei anni di vita: dal 1919 al 1945. Di questi ne ha vissuti ben ventitré al potere. Il neofascismo, in tutte le sue forme, ne ha già compiuti sessanta. Ed è sempre stato all’opposizione. Per molti anni emarginato e perseguitato. Non è certo il fascino del potere, dunque, che continua ad attrarre sempre nuovi sostenitori e militanti.

Non c’è dubbio che siamo in presenza di un fenomeno unico in Europa: per longevità, numero di aderenti e simpatizzanti, molteplicità di interpretazioni e movimenti.

In nessun paese che ha conosciuto un proprio fascismo, non in Germania, non nella Romania di Codreanu, non nella Spagna della Falange e nemmeno nella Francia di Vichy e degli intellettuali nazifascismi come Cèline, Drieu La Rochelle e Brasillach, c’è stato per sessant’anni un fiorire di iniziative, attività e movimenti, un numero così elevato di uomini, intellettuali, autori, politici, militanti, persino terroristi, che si siano dichiarati fascisti.”

Termina:

“Piuttosto ci sarebbe da porsi un’altra domanda: chissà se quella mattina di marzo del 1919 un socialista massimalista in rotta con il suo vecchio mondo immaginava che avrebbe dato vita a un’idea che dopo quasi novant’anni avrebbe continuato ad affascinare centinaia di migliaia di suoi connazionali…”

Kinasafronte




permalink | inviato da kinasafronte il 25/4/2008 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (41) | Versione per la stampa



25 aprile 2008

IN PRESA DIRETTA , IL CORTEO DEI MORTI CHE CAMMINANO

 



Ovvero la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

 

Ho fatto una cosa mai fatta.


Io, che non ho mai partecipato a un corteo o a una manifestazione in vita mia, spinto da una curiosità da cronista, sono andato al corteo del 25 aprile alla mia città , Milano.

Arrivato in metropolitana alla stazione di Loreto, scendo. C'è un banchetto grillesco per i tre referendum. Da bravo , faccio la fila per firmare (così il caro pike è contento (ahr ahr ahr!) e riparto.


Stranamente, c'è relativamente poca gente in giro. Per chi non conosce Milano, da piazzale Loreto c'è un viale diretto che porta al centro , dove c'è il Duomo e dove c'è la coclusione del corteo. Cammino cammino e accendo la prima sigaretta della giornata. Dove finisce il corso Buenos Aires (e inizia il la zona centrale della città) ci sono i vigili urbani che deviano il traffico. D'ora in poi è diventata una zona pedonale. Dopo i vigili ci sono dei camioncini (due ) che vendono salsicce e frittelle. Un buon odore di ciccia permea l'aria. Dei tali spacciano il PROGRAMMA DEL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE e giornali consimili (?)....


Continuo ad ad andare avanti.


Il corteo.


Prima impressione.


È una festa nazionale italiana? Ci sono troppe bandiere rosse. C'è anche una bandiera cubana, bandiere anarchiche, una bandiera del paese basco, tante bandiere del PD... ma una sola bandiera italiana... grande si, in cima al corteo , ma solo quella... (ne vedrò un'altra , solo una)


Continuo a camminare. Mi sento un virus in mezzo alle cellule. Sbarbati, tantissimi. Anche persone più vecchie con bambinaggio al seguito. Anziani, ma non molti. Striscioni vari , autocarri con altoparlanti che sbraitano musica... ma non inni della resistenza , canzoni rock o , il primo che incontro, una bella canzone sulla mariagiovanna che gli riempie la vita (c'è da chiedersi se il personaggio la coltiva o la compra al marocchino all'angolo...) . La cosa che mi basisce (ma non tanto) è che ogni tanto un autocarro ulula la canzone dell'armata rossa (1).... sui camion dei centri sociali l'oratore sbraita contro berlusconi , MA ANCHE contro Veltroni , Prodi e Bertinotti...


Alcuni arterio fanno discussioni accalorate: Mao Tze Dong ha cercato di costruire l'uomo nuovo....interessanti come il sesso degli angeli.


In mezzo al corteo degli uomini trascinano delle vasche di plastica con dentro del ghiaccio e dei beveraggi, tra le quali , mi stupisco, la capitalistica e multinazionale Coca-cola. Prezzi poppolari, grazie al cielo.


Ogni tanto , degli sbarbati attaccati agli striscioni intonano Bellaciao... fate pupi, fate.


Attorno al corteo non si nota una divisa... immagino per non eccitare gli sbarbati (è iniziato il periodo dell'allergia...e gli sbarbati sono portati all'allergia, complice qualche birra e qualche spinellone).


Mi infilo in mezzo a loro, e continuo a camminare. E forse percepisco qualcosa... un senso di annullamento... essere massa. Qualcosa che si prova allo stadio o ai concerti rock.


Mi riscuoto subito e proseguo. Arrivo a San Babila, mi infilo nel corso Vittorio Emanuele. I mimi in bianco, con un fissità di statue, assistono al passaggio di tanta gente , tutti con un qualcosa di rosso, una camicia , un fazzoletto. La cosa interessante è che non sono poi tantissimi. Altra gente mangia il gelato o guarda le vetrine , sbattendosene alquanto.


Piazza del Duomo è una calca di gente che assiste al discorso di un oratore. Non ho voglia di infilarmi là in mezzo e entro nel Duomo. Altra scoperta. Dentro il Duomo, una calma millenaria. Gli ululati dell'oratore e della folla si sentono  sommessi, scompaiono. Dopo questa parentesi spirituale, mi rituffo nella folla. Risalgo all'indietro il corso vittorio emanuele e all'altezza del Disney Shop un incidente ridicolo. Uno sbarbato sui 17 anni (buttati nel cesso) ulula: I PUPAZZI SONO FATTI DAI BAMBINI DEL TERZO MONDO E VOI LI DATE AI VOSTRI BAMBINI e via delirando. Particolare curioso, i suoi amichetti attorno sembrano imbarazzati... magari, a loro, Topolino piace ....


Sempre rinculando, compro una birretta da un tizio con un vasca. 2 Neuro, bella fresca.


Forse rigalluzzito dalla birrozza, compio un autentico atto controcorrente e anticonformista:


VADO IN MEZZO ALLA STRADA E CAMMINO IN SENSO CONTRARIO ALLA MANIFESTAZIONE.


Coraggio da leone? Sicuramente no.

Ma di certo pari al coraggio di questi qua che ululano in mezzo alla folla.

Dopo questo atto , che molti dei miei lettori giudicheranno da fascista intollerante, esco dalla fine del corteo, dove c'è il camion dei leoncavallini.


Dietro la coda del corteo, a  una ventina di metri, una dozzina di carabinieri in assetto antisommossa. Davanti a loro , un gigante in divisa , evidentemente il loro comandante.


L'oratore dei leoncavallini sbraita sull'assoluzione al processo per i fatti di Genova e invoca il tribunale per Bush, Berlusconi eccetera eccetera. Sembra che se la prenda proprio con il gigante, che da parte sua, freme incazzoso.


Dietro i carabinieri, gli spazzini che puliscono la strada , dall'immondizia che i compagnuzzi hanno seminato.

....

 

(piccola parentesi sclero. Alla stazione delle metropolitana del ritorno , nella banchina opposta alla mia , un 50/60 enne fa versi e gesti da jeeg robot d'acciaio. Si è capito che perdere le elezioni dà alla testa....)


Kaposkaw 

 

 

(1) spiegatemi cosa c'entra con la resistenza italiana....




24 aprile 2008

25 APRILE e la GIUSTA DISTANZA

 

Silvio Bertoldi, già direttore del Corriere della sera e di “Epoca” , definisce nel terzo capitolo del suo saggio “ Piazzale Loreto “ , la “liberazione di Milano : “ L’insurrezione virtuale “.

Nei mesi precedenti il 25 aprile , tra resistenza  e fascismo le notizie correvano :  Lombardi, teoricamente ricercato dalla Polizia della R.S.I. in quanto membro del C.L.N. ( Comitato di Liberazione nazionale ) si incontrò “ casualmente “ con Silvestri , emissario di Benito Mussolini, in una libreria.

 

Da mesi il Cardinale Ildefonso Schuster , s’abboccava con il CLNAI  e i comandi tedeschi, che a loro volta si abboccavano con i Comandi Alleati , nella vicina Svizzera.

 

Schuster voleva evitare l’insurrezione armata, per emulare papa Pio XII, che ottenne lo sgombero pacifico da Roma delle truppe del Generale Kesserling , malgrado il  controverso episodio dell’attentato gappista di via rasella ( aspramente contestato anche da parte antifascista ) che avrebbe potuto minare la buona volontà dei comandi tedeschi di evitare inutili spargimenti di sangue.

 

Nella medesima direzione del cardinale Schuster , remava il Generale Cadorna, ufficialmente comandante del Corpo Volontari della Libertà, di fatto privo di potere reale.

 

Il Cadorna s’oppose a Longo, sostenendo che la “ sollevazione “ di Milano era una decisione “fuori tempo”, che poteva costare alla città “la fine di Varsavia” riferendosi alla città polacca rasa al suolo dopo l’insurrezione , dai tedeschi ( con i russi, che guardacaso, restarono alle porte di Varsavia condannando al massacro i patrioti polacchi,dopo averli incitati alla ribellione ).


Ma il PCI, forza egemone della Resistenza,bramava un "momento fondante" e lo ebbe.
 

Era arcinoto che i tedeschi attendevano il via libera per rientrare verso il Brennero, in patria, in condizioni di sicurezza, cioè senza azioni belliche durante il ripiegamento e a tale scopo i comandi tedeschi, la curia milanese, parte del CLNAI, gli alleati , tessevano la tela della resa, ormai da molti mesi.Era un segreto di pulcinella.

 

Questo malgrado , il 10/04/1945 il PCI diramò alle Brigate Garibaldina la  direttiva 16, l’ordine di prepararsi all’insurrezione.

 

Il PCI come dicevo sopra, considerava la liberazione un fatto “politico” più che miltare, ed era disposto a perseguire tale finalità anche se militarmente inutile,e molto pericoloso per la popolazione civile, considerando l’insurrezione come un momento conclusivo della “lotta di liberazione” , che avrebbe consegnato alla storia futura, la consacrazione della Resistenza, specie di quella resistenza condotta delle componenti più legate al PCI e in misura minore al  PSI , come forza liberatrice e non come emanazione politica italiana di un regime illiberale quanto quello nazista ,qual'era il regime stalinista.
 

Ovvio che in quest’ottica  ,se le armate alleate avessero  liberato il nord Italia , lasciato libero dai tedeschi instaurando quindi un governo militare, un “ Allied Military Governement “come nel sud e nel centro Italia, oltre a smentire la tesi della “ liberazione” partigiana del nord , avrebbe oltretutto minato la buona riuscita di eventuali soluzioni rivoluzionarie di matrice comunista.

 

La conclusione della guerra attraverso non già l’occupazione alleata, ma attraverso la calata dei partigiani dalle montagne e dalle valli subalpine , ove erano ubicate le forze partigiane, doveva essere la premessa, se non dell’insurrezione comunista , della supremazia politica del PCI, nel dopoguerra.

 

Il piano del PCI , venne però parzialmente vanificato da una variabile imprevedibile : l’assenza del nemico da combattere e contro cui insorgere.

 

Quando il 25 aprile del 1945 il CLN proclamò l’insurrezione, la Whermacht era già in viaggio verso il Brennero secondo i patti sottoscritti ( all’insaputa di Benito Mussolini ) tra i comandanti alleati Lemnitzer, americano e Airey, inglese ed il generale Karl Wolff, che ripeto, trescava per una resa che garantisse l’incolumità dei propri soldati,con il capo dei Servizio Segreto Statunitense  Allen Dulles, dalla metà del 1944.

 

I pochi tedeschi rimasti a Milano, erano rinchiusi nelle caserme attendendo  l’arrivo degli alleati, che infatti giunti a Milano e altrove ,concessero la resa con “l’onore delle armi”, previamente concordata, prendendo in consegna e garantendo condizioni umane di prigionia ai reparti che vennero smobilitati e persino concedendo il diritto a mantenere l’armamento leggero  ai reparti tedeschi ai quali venne concesso di prendere la via del Brennero, lasciando ai tedeschi arresisi persino un equipaggiamento di armi e munizioni ,perchè potessero  difendersi da qualche velleitario attacco di partigiani desiderosi di uno spicchio di gloria militare , pur a guerra finita .Precauzione peraltro non inutile, posto che  sono segnalati casi di tedeschi presi di mira durante il rientro in Germania, a guerra finita e persino casi di militari anglo-americani che per mantenere le garanzie di resa offerte ai tedeschi li scortarono per proteggerli da attacchi partigiani.


Va fatto rilevare, che le forze tedesche in Italia,erano relativamente fresche e ben equipaggiate,quindi in grado di chiedere condizioni di resa onorevoli.Inoltre va fatto rilevare che gli angloamericani, desideravano giungere in Austria prima delle forze russe e Yugoslave.Già si delineavano i prodromi della " guerra fredda".


Alcuni storici, magari maliziosamente, videro in questa forse eccessiva familiarità eccessiva tra alleati e tedeschi,un messaggio ai partigiani comunisti, quasi a dire che i nemici di ieri , sarebbero potuti venire utili nel caso dell’ ora X, dell’insurrezione comunista, insomma.

 

Quanto ai soldati della R.S.I. , tranne pochi sbandati rimasti tagliati fuori dalla fuga, erano in viaggio verso Como,al seguito di Benito Mussolini, posto che vennero ( salvo l’eccezione della X° MAS , il cui comandante trattò singolarmente le proprie condizioni di resa  con gli alleati ) lasciati in balia del loro destino, non informati dai tedeschi delle trattative, posto che avrebbero potuto ostacolarle o comunque condizionarle.


Ai tedeschi non interessava difendere Mussolini ( che infatti,come'è noto, venne di fatto consegnato ai partgiani dai tedeschi, che pure avrebbero potuto difenderlo ) ne tantomeno difendere gli "alleati" della RSI ,; ai tedeschi inetressava giungere vivi in patria.
 

Va notato, in un contesto di sfascio delle truppe della R.S.I. e della resa tedesca, il contestuale “lievitare” del numero dei resistenti, calcolati in eccesso ,da Ferruccio Parri, in 70.000 unità a metà aprile e 300.000 a guerra finita,fatto questo che scandalizzò , tra gli altri, Giorgio Bocca, che definì i partigiani dell’ultim’ora ( e di quella successiva )pletoriche formazioni opportunistiche  che giravano armate e incoccardate “

 

Le forze della R.S.I. , viceversa, nel febbraio 1945 erano numerose e spesso bene armate: 172.000 SOLDATI , tra cui 72.000 della Guardia Nazionale Repubblicana, 22.000 delle Brigate Nere , e 5.000 marò della X°Mas.

 

Queste forze si sbandarono , lasciate senza comandi e “scaricate” dalla Whermacht, che non aveva preso accordi con gli alleati per le forze armate della R.S.I. , ma solo per le proprie forze armate.Va da se che queste forze , avrebbero, potuto tranquillamente contrastare l’insurrezione di Milano.E questo avvalora la tesi di un insurrezione virtuale.

 

Molti testimoni oculari, tra cui Indro Montanelli , testimoniano che la prefettura, il Policlinico,  il Politecnico , i giornali e la radio vennero presi in consegna e non liberati, semplicemente perché non c’era nessuno a difenderli , nessuno da cui liberarli, insomma.   

 

Insomma si può supporre l’insurrezione di Milano sia stata “ virtuale”, tant’è che il suo “regista”, il comunista Pietro Secchia, ebbe a dire :

 

Bisogna dire che la vittoria è stata relativamente facile e non è costata perdite gravi

 

Per inciso  , 26 caduti partigiani, compresi  i partigiani di Federico Balbiano di Belgioioso, caduti per “fuoco amico “ di cui ho parlato in precedenza .

 

Insomma i milanesi e i partigiani, insorsero dopo che la gran parte delle truppe tedesche e della R.S.I. ebbero lasciato Milano.
 

Non di meno, smitizzare i fatti storici, non toglierebbe nulla al valore ideale, della lotta resistenziale.Va reso omaggio a chi, combattè per la patria, pur non nascondendosi che , la "Liberazione" di Milano, sia stato più un evento scenico, un atto conclusivo e finalizzato al "botteghino" di una forza politica, più che di un evento bellico in senso letterale, quale dovrebbe essere la liberazione di una metropoli, come Milano, da forze militari opposte, ben armate e relativamente "fresche".  

Tolto il mito, credo che molti  italiani oggi fortemente ostili alla resistenza, sarebbero disponibili a riconoscerne il valore morale.

La sovraeposizione dell'evento storico e spesso il suo uso strumentale, porta fatalmente , chi ha vissuto "dalla parte sbagliata" - o anche solamente nella "zona grigia", ne con i fascisti ne con i resistenti, il periodo che va dall' 08/09/1943  al 25/04/1945 , a rifiutarlo tout court, cercando con metodo e certosina pazienza, di individuarne  falle e le tare, per minarne il valore e sminuirne la portata .

Riconoscere la "Resistenza " per quello che è stata realmente, senza negarne le ombre che pure ci sono state , senza enfatizzare la reale portata degli eventi bellici, permetterebbe forse  una visione più  più condivisa dell'evento storico; permetterebbe di ricucire delle divisioni che hanno minato il progresso del paese, dividendolo nettamente in due parti,spesso contrapposte da un profondo odio.

Questa nazione ha bisogno di pace e di concordia, non di odio e divisioni ormai ingiustificati  dopo così tanti anni dai fatti storici, che potremmo cominciare ad esaminare con il giusto distacco e la giusta distanza.

Pike




24 aprile 2008

Dedicato agli smemorati - destra e antisemismo

 [Nazifesto.jpg]
Il manifesto, ha pubblicato questa "bellissima" vignetta.Si noti il naso " a uncino"  molto da propaganda nazista anni '30.

Questa vignetta, non è stata pubblicata da " Il Secolo d'Italia" oppure da "Libero " o da " Il Giornale ".Ma dal "Manifesto".

Questa vignetta è dedicata a chi, (auto) nominatosi custode della memoria dell' olocausto si ricorda bene del passato ma dimentica, che nel presente, la sinistra radicale,brucia la bandiera israeliana nei cortei.

Dedicato a chi dimentica in quale formazione politica è stata eletta Fiamma Nirenstein.

Pike


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permalink | inviato da Pike il 24/4/2008 alle 19:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa



24 aprile 2008

IL TROMBA - ovvero le minoranze sessuali politicizzate

  

IL TROMBA ovvero le minoranze sessuali politicizzate.

Quando il sottoscritto entrò nell'apparato statale chiamato esercito di leva, fece la conoscenza di un peculiare personaggio.

IL TROMBA.

Il Tromba era un cosiddetto fumetto per adulti ,che ,a quanto pare, era acquistato esclusivamente dai militari di leva, anche perchè riguardava le irreali avventure erotiche di un soldato di leva (sembrava che ci si potesse identificare (?) . Era bestialmente disegnato e animalmente sceneggiato. Difficilmente qualcuno di noi (esseri umani nella media, ovvio) avrebbe speso dei soldi in una cosa del genere,  se non fosse stato in quella particolare disposizione d'animo che la naja produce (1)....

Perchè ne parlo? Perchè il personaggio principale , il summenzionato Tromba, era di un'antipatia abissale.

L'unica cosa che sapeva fare era trombare, da qui il nome. In qualsiasi discorso che faceva , c'era di mezzo il coso. Ma quanto ho grande il coso, ma come lo uso bene, et similia.

Usando parole un po' più tecniche , il Tromba esibiva, sfoggiava, sfoderava continuamente la sua sessualità .

E da qui si passa al politico. In Italia , giustamente,  oggi nessuno si preoccupa della sessualità altrui.

La sessualità fa parte di un ambito privato, e finchè è esercitata senza costrizione da maggiorenni consezienti, non se ne deve preoccupare  nè lo stato , nè il privato cittadino (2).

L'atteggiamento dai gruppi LGBT (Lesbian gay bisex trangender) politicizzati ,però, a me ricorda fin troppo l'atteggiamento da Tromba....

Nessuno vieta loro di esistere, e di esercitare la loro sessualità o omosessualità , o qualunque cosa pensino di esercitare (sempre nei limiti della legge)...

Ma il loro errore, o la loro violenza verbale principale, è questa:

Affermare che loro sono normali, mentre gli altri no....

Se una persona si considera normale, non lo deve ribadire ogni minuto.

Lo è , e basta.

La saldatura tra questo atteggiamento e l'odio antitaliano della sinistra estrema (che ha infestato questo ambito) hanno portato a altri risultati.

Gli LGBT politicizzati sono o sembrano contro la famiglia tradizionale, che , logicamente ,dovrebbe essere qualcosa che non gli interessa.

Sono contro la Chiesa Cattolica, per poi chiedere a piè sospinto l'approvazione per la propria condotta (che la Chiesa non potrebbe dare senza rinnegare per intero il suo Magistero).

Continuano a parlare di discriminazioni nei propri confronti , quando poi non sono in grado di provare queste affermazioni....il modo con cui si rapportano con gli altri è tutto  basato sulla sessualità esibita e sfoggiata, ed è proprio quello che faceva quel personaggio di carta , enormemente antipatico , che si chiamava Tromba....

 

 Caposkaw

 

 

 

 

 

 

1) si può tradurre in vari modi: disperasiun, alla frutta , alle cozze, in stato terminale, al limite , ecc.

2) maggiorenni con maggiorenni , e minorenni con minorenni. Se un maggiorenne esercita con un minorenne, la legge se ne deve occupare, semplicemente perchè il rapporto non può essere paritario.



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