CaffeNero | Il Cannocchiale blog
.

  CaffeNero [ Meta blog delle Destre e non solo... ]
         









NOTE LEGALI. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio
che provvederà alla loro pronta rimozione."


Blog\Autori;

Politiche Giovanili:

- kinasafronte
 
www.Made_in_Italy.ilcannocchiale.it

- Simone 
www.simoneinarcadia.altervista.org

Controstoria e Revisionismo:

- Pike

- Caposkaw

Politica Attuale:

- mauromauro



Blog aderenti:

www.colognoinazione.ilcannocchiale.it 
www.forza_e_onore.ilcannocchiale.it
www.ercolinamilanesi.com




23 aprile 2008

UN INIZIATIVA NE DI DESTRA NE DI SINISTRA MA DI BUON SENSO


L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il
quale nessuna
televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25
aprile per una
"Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta
delle firme
elencati di seguito.

Invia questa email a tutti coloro che vogliono una informazione libera
in Italia
per firmare il 25 aprile per i tre referendum:

1- abolizione dell'ordine dei giornalisti, di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende
dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per
un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset


Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5
continenti.

<http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/>
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

PS Stampa e diffondi anche il volantino:
<http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf>
http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf




permalink | inviato da Pike il 23/4/2008 alle 14:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa



22 aprile 2008

Posso o non posso manifestare il mio pensiero?

 

Art. 21 Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 7 Fascismo e associazioni vietate; Codice Penale

Chiunque esalta pubblicamente con i mezzi indicati nell’articolo precedente (stampa o altro mezzo di diffusione) le persone e le ideologie proprie del fascismo o compie pubblicamente manifestazioni di carattere fascista, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Cosa vuol dire? La Costituzione mi consente di manifestare liberamente il mio pensiero, il codice penale no. Misteri d’Italia…. O, ci sono pensieri che si possono manifestare liberamente e altri no ?
Se fosse così, forse, del Fascismo non ci siamo liberati...

Kinasafronte




permalink | inviato da kinasafronte il 22/4/2008 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (118) | Versione per la stampa



22 aprile 2008

La strage del Porzus

 La località di Porzûs si trova nel Friuli orientale, ed esattamente nelle Valli del Torre, comune di Attimis. E' in queste vallate che si consuma la tragedia di Porzûs. Le formazioni partigiane Osoppo erano sorte formalmente nel dicembre 1943 con il concorso politico principale di Democrazia Cristiana e Partito d'Azione.

In queste vallate i rapporti con i garibaldini e le formazioni partigiane slovene furono, a partire dall'autunno 1944, estremamente tesi, soprattutto dopo la decisione delle formazioni partigiane comuniste di passare alle dipendenze operative del 9º Corpus sloveno e quindi di Tito, con una popolazione che vedeva di cattivo occhio le formazioni partigiane, sia italiane che slovene, soprattutto dopo le feroci rappresaglie naziste seguite alla caduta del territorio libero di Attimis-Faedis-Nimis a fine settembre 1944.

Nell'inverno 1944-1945 si intrecciano una serie di colloqui clandestini (in realtà risaputi) tra la direzione dell'Osoppo, che aveva rifiutato di inquadrarsi nelle formazioni titine, e il comando delle SS e almeno in una caso tra l'Osoppo e la X MAS di Junio Valerio Borghese, con l'intento da parte fascista e nazista di costituire un fronte contro l'avanzante "slavocomunismo" - e almeno retrospettivamente, da parte dell'Osoppo, con l'intento di raggiungere un'accordo sull'"umanizzazione" della guerra.

Agendo in questo modo le formazioni Osoppo ricaddero sotto l'ordinanza del Comando Volontari della Libertà che a livello di direzione Italia Nord nell'ottobre 1944 qualificavano di "tradimento" - e questo in tempo di guerra equivale alla fucilazione - ogni trattativa con il nemico (direttiva ripresa dal CVL del Triveneto nel novembre 1944). D'altra parte queste trattative non si conclusero con alcun accordo (ed altrettanto vero era che l'applicazione rigida delle direttive militari nelle formazioni partigiane fu raramente attuata): le formazioni Osoppo non furono l'equivalente italiano dei belogardisti e delle Guardie Azzurre slovene che si schierarono militarmente con i nazisti - anzi parteciparono patriotticamente insieme ai garibaldini alla liberazione di diverse zone friulane a cavallo tra l'aprile e il maggio 1945.

In questo intreccio e in questa contraddizione prese forma l'azione dei GAP di "Giacca"-Toffanin contro gli osovani di "Bolla"-De Gregori nel febbraio 1945. Il 7 febbraio del '45 un centinaio di partigiani garibaldini, capeggiati dal gappista comunista Mario Toffanin, detto "Giacca", e da Fortunato Pagnutti, detto "Dinamite", salirono alle pendici dei monti Toplj-Uork, un gruppo di malghe a un'ora da Porzus, dove si trovava il quartier generale della Brigata Osoppo.

Qui disarmarono il comandante della Osoppo Francesco De Gregori (capitano degli Alpini, nome di battaglia "bolla", zio del cantautore) e lo uccisero, insieme al commissario politico del Partito d'Azione Gastone Valente ("Enea"), al ventenne Giovanni Comin ("Gruaro") e a Elda Turchetti (indicata da Radio Londra come presunta "spia" dei tedeschi, ma assolta dopo un processo dai partigiani verdi). L'altro comandante delle Osoppo, Aldo Bricco ("Centina"), pur ferito a colpi di mitra riuscì a fuggire. I gappisti si fecero aprire i bunker, impadronendosi del materiale di un aviolancio procurato dalla missione dell'inglese Thomas Roworth (Nicholson), e fecero prigionieri altri 16 osovani, tra cui Guido Pasolini ("Ermes"), fratello dello scrittore, portandoli al Bosco Romagno.

Nei giorni seguenti, dopo sommari processi, li fucilarono (due però furono risparmiati e passarono nelle file dei Gap). L'accusa per tutti era quella di osteggiare la politica di alleanza con la resistenza jugoslava di Tito e di trattare con i tedeschi e con i fascisti della X Mas di Borghese per un'intesa volta ad impedire l'annessione di territori italiani alla Slovenia. Sette anni dopo, nel '52, trentasei dei responsabili dell'eccidio, tra cui Toffanin (che però era riparato in Jugoslavia), furono condannati a 777 anni di carcere, con sentenza confermata in appello. In seguito a varie amnistie, furono liberati. A De Gregori fu riconosciuta la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

La testimonianza di Vanni

"L'eccidio di Porzus e del Bosco Romagno, dove furono trucidati 20 partigiani osovani, è stato un crimine di guerra che esclude ogni giustificazione. E la Corte d'Assise di Lucca ha fatto giustizia condannando gli autori di tale misfatto. Benché il mandante di tale eccidio sia stato il Comando sloveno del IX Korpus, gli esecutori, però, erano gappisti dipendenti anche militarmente dalla Federazione del Pci di Udine, i cui dirigenti si resero complici del barbaro misfatto e siccome i Gap erano formazioni garibaldine, quale dirigente comunista d'allora e ultimo membro vivente del Comando Raggruppamento divisioni "Garibaldi-Friuli", assumo la responsabilità oggettiva a nome mio personale e di tutti coloro che concordano con questa posizione. E chiedo formalmente scusa e perdono agli eredi delle vittime del barbaro eccidio. Come affermò a suo tempo lo storico Marco Cesselli, questa dichiarazione l'avrebbe dovuta fare il Comando Raggruppamento divisioni "Garibaldi-Friuli" quando era in corso il processo di Lucca. Purtroppo, la situazione politica da guerra fredda non lo rese possibile".

Giovanni Padovan "Vanni" già commissario politico della divisione Garibaldi-Natisone




permalink | inviato da Pike il 22/4/2008 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa



21 aprile 2008

I DUELLANTI

http://www.pagine70.com/vmnews/archivio/duellanti.jpg

I duellanti,
è tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Conrad,e segna l'esordio alla regia di Ridley Scott (Alien - Blade Runner) , vincitore del Premio Opera prima al Festival di Cannes 1977

Ridley Scott capta le esperienza di Stanley Kubrick del magnifico ( ma lunghissimo ) " Barry Lyndon", aggiungendo alle  scenografia sontuose e alle riprese con luce naturale,usate a piene mani da Kubrick, magnifiche sequenze d'azione e riprese visionarie,sopra le righe,che forniscono un tocco pepato,a questo splendido film in costume.
 
Romanzo e film, raccontano di due ufficiali degli ussari, che durante l'epopea napoleonica, si battono  a duello un numero infinito di volte, arrivando a combattere senza ricordarsi neppure il motivo della contesa, il "punto d'onore" da cui è scaturito il motivo delll'odio che li divide, e li porta a prendersi a sciabolate ogni volta che il destino li fa incrociare,malgrado il barone D'Hubert cerchi di porre fine all'assurda vicenda che subisce suo malgrado, ma a cui non si sottrae.

I due protagonisti sembrano destinati a combattersi ed a odiarsi;tanto il  barone d'Hubert ( Keith Carradine ) è freddo e riflessivo,legato profondamente ai propri  familiari e ama l'azione ma ne riconosce i limiti, tanto Feraud (Harvey Keitel )
è un solitario, un uomo d'azione senza parenti ne amici, istintivo ed aggressivo, amante della lotta e lontano da qualsiasi preoccupazione che non sia legata alla violenza o alla guerra.

In qualche modo, il romanzo e poi il film, vi faranno amare sia Feraud che D'Hubert.Per quanto, personalmente, io preferisca Feraud, che decide, sapendo di mettersi dalla parte sbagliata, di seguire Napoleone Bonaparte nell'avventura dei "cento giorni", per fedeltà all'Imperatore, per idealismo, per Onore.

Romanzo e film raccontano d'Onore, di Gloria, di Lotta, di fedeltà ai propri Ideali, di sfide assurde ma sempre raccolte, portate avanti contro ogni logica, anche quando non ha più senso.
 
Non per nulla, il film venne "adottato" come film di culto dai giovani del Fronte della Gioventù, di cui divenne una sorta di bandiera.

Di riflesso, venne mal visto negli anni '70 dall'  " hintellighenzia" dominante di sinistra e tutt'ora, malgrado i molti meriti, le recensioni non rendano il giusto onore all'opera del regista.

E gia questi, credo, sono buoni, anzi, ottimi motivi,per vedere il film.

Buona visione.


Pike


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lotta onore gloria fdeltà

permalink | inviato da Pike il 21/4/2008 alle 20:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa



21 aprile 2008

PIEGHE

 




In questi scritti, voglio parlare di alcune piccole pieghe tra tra le pagine , o meglio , o spazi bianchi tra le righe, fatti avvenuti ma non riportati nella storia ufficiale del periodo 1943/45 , l'epopea della RESISTENZA ....

Il periodo in questione può essere tranquillamente definito la guerra civile italiana.

Col questa sola affermazione si può ancora essere tacciati di bestemmiare la fulgida pagina della guerra di liberazione condotta dai partigiani.(...)

Questo è un comodo modo di nascondere la realtà dei fatti .

Se questa Nazione ha bisogno di una cosa , questa cosa è la Verità.

Quindi è necessario dire tutto, aprire ogni archivio, non dimenticare nessuna vittima.

Ecco alcuni nomi:

Olimpio Corti, fotografo e barbiere.

Emilio Campeggi, agente di polizia

Giuseppe Casari, agente di polizia

Aderigo Cassanelli, agente di polizia

Alessandro Castellari, agente di polizia

Raffaele Del Bue, agente di polizia

Angiolino Germiniasi, agente di polizia

Angelo Giubbolini, agente di polizia

Guerrino Gozzi, agente di polizia

Nando Montorri, agente di polizia

Silvio Moscardini, agente di polizia

Luigi Piana, agente di polizia

Riccardo Quadrelli, agente di polizia

Livio Varagnoli, agente di polizia

Enrico Visciano, agente di polizia

Nomi di vittime. Ma queste vittime non sono celebrate. Sono a malapena inserite in qualche archivio polveroso.

Perché? Perché sono stati uccisi in circostanze che i custodi della storia ufficiale preferiscono nascondere, occultare, uccidendoli così di nuovo.

Il gruppo di poliziotti disertò nel Giugno 1944 dalla questura di Modena. Il loro intendimento era di raggiungere la zona di Montefiorino nell'appennino emiliano , dove erano attive grandi formazioni partigiane (1).

il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Modena aveva loro fornito una lettera di presentazione, la quale certificava il loro antifascismo e la volontà di unirsi ai partigiani. Questo documento si può definire , senza ombra di dubbio , un atto ufficiale.

Giunti nella zona furono intercettati da un gruppo di partigiani comandati da Nello Pini (nome di battaglia Nello), il quale, nonostante la lettera del CLN modenese, li giustiziò sommariamente il 15 Giugno in località Montemolino di Palagano, sotto l'accusa di spionaggio.

Il signor Olimpio Corti abitava a Montefiorino e si divideva nell'attività di barbiere e fotografo itinerante (questo per motivi economici) ed era una persona molto conosciuta in zona per la sua abilità di ritrattista. Dopo l'otto settembre 1943 non si schierò, e continuò la sua attività di fotografo, ritraendo a richiesta sia soldati della RSI sia partigiani, sia persone comuni. Per far questo si recava nelle varie località della zona , come aveva sempre fatto prima e durante il conflitto.

Il giorno 30 aprile 1944 il signor Corti venne fucilato dai partigiani comandati da Nello sotto l'accusa di essere una spia (2). Questa accusa non era suffragata da riscontri di nessun tipo.

Come si può vedere , il comandante Nello ha la responsabilità della morte di 16 persone innocenti, senza considerare che i poliziotti uccisi erano addirittura degli antifascisti. 16 vittime conosciute , di cui c'è traccia negli archivi. Non si sa quante possano essere le persone semplicemente scomparse, di cui non esiste memoria.

I dati in mio possesso non permettono di stabilire con precisione il nome del gruppo partigiano di Nello e la sua appartenenza politica (sembrerebbe di estrazione comunista, ma non ci sono riscontri chiari (3)).

Questi e altri episodi (4) convinsero il comando partigiano della zona a intervenire contro Nello i suoi accoliti. Nello e alcuni suoi sottoposti furono arrestati , e successivamente fucilati il 31 Luglio 1944 da un plotone d'esecuzione di partigiani.

Questa piccola storia emerge un attimo dal mare magnum dell'agiografia resistenziale. L'insieme si può definire un avvenimento atipico, essenzialmente perché il maggiore responsabile di queste uccisioni ingiustificabili , il comandante Nello, è stato bloccato e punito dagli stessi partigiani nel periodo bellico.

La storiografia ufficiale ha una nota di pagina per il comandante Nello, e nulla per le sue vittime.

La Giustizia e la Verità , due cose che sembra facciano parte dei VALORI DELLA RESISTENZA (5) , ci impongono di ricordare queste vittime. E anche del loro boia.

Chi si dimentica il passato, è costretto a riviverlo.

(1) Successivamente si instaurò una repubblica partigiana ( Repubblica di Montefiorino ) della durata di 45 giorni dal 17 giugno 1944 al 30 luglio 1944. Durante questo periodo si reputa che in zona fossero presenti 5000 partigiani di varie formazioni e tendenze politiche.

(2) La ricostruzione degli avvenimenti operata del figlio del signor Corti, Aldo, propese per un motivo slegato dal conflitto. Secondo Aldo Corti l'esecuzione di suo padre fu commissionata da un fotografo concorrente , invidioso del successo di Olimpio.

(3) Questa ossessione paranoica sulle spie era una mania del comunismo dell'epoca, oltre a essere un'ottima scusa per qualsiasi prevaricazione.

(4) Nella storia orale della zona, Nello è ricordato con infamia.

(5) Non ho ancora incontrato qualche arrabbiato difensore dei partigiani che mi sapesse enunciare i VALORI DELLA RESISTENZA. Di conseguenza sono costretto a andare a caso

Fonti:

sito non ufficiale dei caduti della polizia italiana

http://www.cadutipolizia.it/1943-1945resistenza.htm

mostra del 2005 delle fotografie di Olimpio Corti

http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2005/obiettivo.asp

la repubblica di Montefiorino

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=64

ricercando sul sito dello ANPI il nome di Nello Pini, si ottiene solo un richiamo che non porta a nulla e nel quale è ricordato come solo come predecessore di un altro comandante partigiano.


Caposkaw




permalink | inviato da kinasafronte il 21/4/2008 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa


sfoglia     marzo   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7  >>   maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom