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20 aprile 2008

Su "Anno Zero" - parte seconda

In extremis, prima della settimana dedicata alla storia, metto la seconda parte dell'articolo dedicato alla puntata di "Anno Zero" della scorsa settimana. Poi campo libero ai post sulla resistenza.

Ma Anno Zero da anche degli spunti.
Un osservatore, se non sbaglio di nome Calzullo, ha espresso nella puntata di giovedì considerazioni interessanti a proposito dell'immigrazione e di come la sinistra radicale si ostini a trattare l'argomento.
Sapete qual'è la mia opinione sul fenomeno. Io credo che gli immigrati non siano, come dicono molti, i protagonisti attivi di un fenomeno di “invasione”. Penso invece che siano le vittime di un sistema liberista globale che mantiene poveri alcuni paesi al mondo costringendo le genti di quelle terre a emigrare verso nazioni più ricche. Non per rubare, non per farsi mantenere, ma per mangiare e vivere quella vita cui hanno diritto tanto quanto noi fortunati. Porre fine al liberismo economico e allo sfruttamento sui paesi poveri è quindi la panacea per frenare questo movimento, in tutto simile alla tratta degli schiavi del '500-'600... solo che non c'è nemmeno più bisogno di andare a riempire le navi, ora i miserrimi del mondo si imbarcano da sé.
Questo premesso, occorre comunque una gestione “tattica” dell'immigrazione. E Calzullo ha osservato che su questo tema la sinistra è perdente perché si ostina a non capire che il peso dell'immigrazione, lungi dall'essere quella fiabesca occasione d'incontro tra popoli, grava sulle spalle dei ceti deboli.

Già perché la storia dell'immigrato che si sporca coi lavori che gli italiani rifiutano comincia a non reggere più. E' invece sempre più evidente come il mercato strumentalizzi queste masse di persone che, venendo da un'estrema povertà, si piegano alle peggiori condizioni di lavoro e abitative costringendo gli italiani a giocare al ribasso sugli stipendi, sulla qualità del lavoro e sui prezzi delle case. Un italiano, giustamente abituato a certi standard, non può accettare un impiego da operaio generico perché l'imprenditore gli preferisce un'immigrato suo malgrado disposto ad un salario più basso e turni di lavoro più lunghi. Stesso discorso per un padroncino trasportatore, costretto a inseguire il concorrente polacco o egiziano che si autosfrutta per 15-16 ore al giorno, e se l'italiano non fa altrettanto è fuori mercato. Per poi non parlare delle case in affitto che ormai i palazzinari preferiscono concedere ad immigrati che vivono, sempre loro malgrado, in dieci in appartamenti da due persone e si suddividono quindi un canone più alto, inaccessibile a una coppia di italiani.
Insomma, come avviene per le merci, la sovrabbondanza di persone sul mercato, ne abbassa il prezzo e scatena una guerra tra poveri. Cosa su cui la sinistra, se davvero è dalla parte dei più deboli, dovrebbero riflettere seriamente.
Da parte mia ho già introdotto poco sopra la mia idea: in senso strategico rimuovere quelle disparità che costringono i derelitti del mondo a emigrare; in senso tattico, limitare comunque i flussi e inserire gli immigrati nel nostro paese con il massimo dei diritti civili in modo da non farne cittadini di serie B che possano essere strumentalizzati dal mercato a danno dei cittadini italiani.

Simone




permalink | inviato da colognoinazione il 20/4/2008 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa



18 aprile 2008

Per successive approssimazioni (dedicato a tutti gli italiani intelligenti)

 

Pare proprio che gli italiani siano entrati nel sistema politico dell’alternanza o competitivo.

Lo hanno voluto gli elettori del CSX quando si sono recati in massa ai gazebo per votare le primarie del PD.

Lo ha voluto Veltroni quando ha costituito il PD e ha accettato di correre con selezionati alleati abbandonando quelli troppo ingombranti

Lo hanno voluto Berlusconi e Fini quando hanno costituito il PdL accettando di correre nelle stesse condizioni

Lo hanno voluto gli elettori di CDX CSX quando hanno battezzato il tutto nelle cabine elettorali .

Ma cos’è questo sistema dell’alternanza o competitivo a cui si è finalmente approdati e in cosa si distingue dal sistema consociativo vigente fino al 1992 ?

Non è altro che il metodo dialettico inventato mi sembra da Aristotile per risolvere problemi filosofici e pratici.

Dialettica da due , da divisione, da diavolo (colui che divide).

Eppure dal diavolo può venire l’unione meglio che una fittizia consociazione.

La 1^ repubblica, pur ammettendo tutti alla competizione elettorale, si è fondata sul patto fra le forze politiche antifasciste escludendo dalla competizione politica le destre (arco costituzionale).

Ciò ha prodotto il consociativismo fra i partiti dell’arco costituzionale e la situazione politico-economico-sociale dei primi anni 90 (tangentopoli, debito pubblico, inefficienze dell’apparato pubblico ecc. ecc.)

Distruggendo l’inefficiente sistema consociativo è chiaro che sarebbe subentrato il sistema competitivo.

E al sistema competitivo o dialettico per reggersi non basta una gamba ma ne occorrono 2.

Ma le sinistre, dall’alto della loro superiorità intellettuale e morale (si fa per dire…), non hanno accettato pienamente questo fatto pretendendo fino a poco tempo fa di scegliersi l’avversario anziché farlo scegliere dal popolo… (ci sarebbe da riempire un enciclopedia sull’argomento)

Per ultimo, con una sorta di chiamata alle armi antifascista e antileghista, le sinistre hanno trombato la riforma costituzionale del CDX al referendum del 2006… impedendo di fatto agli italiani di conoscere e sperimentare i “danni” che avrebbe prodotto la suddetta riforma.

Tornando a Aristotile , questo sosteneva che il miglior modo per risolvere problemi filosofici e pratici fosse per appunto il metodo dialettico dove i duellanti si dividono in due fazioni ciascuno dicendo l’opposto dell’altro. Per successive approssimazioni si sarebbe raggiunta una verità o certezza.

Tradotto in termini matematici se si parte da +100 e -100 in varie tappe e per successive approssimazioni che potrebbero durare all’infinito si arriva a 0 cioè a una certezza o verità.

Questo percorso non sarà mai lineare per cui lo 0 si potrebbe avvicinare, ma anche allontanare. Niente di preoccupante. Ma se si allontana troppo diventa male perché ci sarebbe l’incomunicabilità.

Ma sostengo io, è bene non raggiungere mai lo 0 (cioè una certezza o verità assoluta) perché questo significherebbe la fine della dialettica cioè della competizione e il ritorno alla consociazione…

Perciò le persone intelligenti dovrebbero ravvivare il dialogo come si ravviva un fuoco senza perciò appiccare gli incendi che sono poi difficili da controllare

Cioè le persone intelligenti si servono del metodo dialettico per capire cose nuove da prospettive diverse e non per sbaragliare l’avversario per cui lottano ferocemente per far lottare l’avversario (finchè questo non si rompe i coglioni) e non per annichilirlo, perdendo così la possibilità di fruire dei suoi preziosi ragionamenti…

mauromauro




permalink | inviato da kinasafronte il 18/4/2008 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa



18 aprile 2008

Su "Anno Zero" - parte prima

 


Oggi voglio dedicare un articolo polemico a Michele Santoro e alla sua trasmissione di ieri sera.
Seguirà un articolo di positiva riflessione su un tema emerso nella stessa puntata.

La disonestà con la quale Michele Santoro disegna la trasmissione Anno Zero non finisce mai di sorprendermi. Basta leggermi per capire che ne a favore del berlusconano ne della destra io non ho speso nemmeno un credito, ma penso che una trasmissione pubblica dovrebbe essere più corretta.
Ciò che mi ha disgustato ieri sera è stata l'ennesima strumentalizzazione antifascista al momento di fare qualche domanda a un giovane alla sua prima elezione che ha votato per "La Destra" di Storace.
Un attimo prima di fare la domanda a un indifeso ragazzino di diciotto anni Santoro ha riferito di un'aggressione “di stampo fascista” al circolo omosessuale Mario Mieli con inni al Duce e ai campi di sterminio. Dopodiché la sua cameriera bionda, Beatrice Borromeo, ha chiesto al ragazzo di dissociarsi dall'episodio. Con ammirabile freddezza il giovane, condannando ogni violenza, ha però chiesto ai media di non montare l'ennesimo teatrino.

Io penso che il chiedere le distanze da qualcosa dovrebbe essere un gesto fatto con molta meno leggerezza. Non ha senso cheidere a qualcuno di dissociarsi da un fatto pur gravissimo se la persona in questione non ha con esso alcun punto di contatto. E scusate, ma tirare in ballo un giovanissimo di evidente ispirazione storaciana in un aggressione "di stampo fascista" è un'impresa perché vorrei sapere in base a quale contorsione mentale si possano accostare il fascismo e La Destra (non fosse per l'apparentamento con la Fiamma cui il ragazzo era evidentemente estraneo).

Ma la Borromeo è riuscita a scontrarsi con lo studente anche sulla posizione geometrica del Pdl. Di centro secondo l'ospite, di destra, secondo la giornalista, "perché nel Pdl c'è Ciarrapico".
Già, l'adreottiano Ciarrapico, "fascista" quanto Storace...

In generale, comunque, su questo episodio e sulle invenzioni delle minacce fasciste io ricordo che l'autoreferenzialità non conta.
Chi ha assalito il centro culturale gay non è un fascista: è solo un imbecille, un violento e un intollerante, caratteristiche purtroppo trasversali alle idee politiche.
Gridando “w il Duce” e dando addosso a chi vive la propria sessualità leggitimamente non rende nessuno “fascista”. Con altrettanta efficacia io potrei portare il saio e pregare indossando un paio di sandali, ma questo non farebbe di me un frate cappuccino, nemmeno se ne fossi convinto io stesso.

Questo triste quadretto mediatico fa invece parte del teatrino di una certa sinistra italiana che per sentirsi viva ha bisogno del confronto, spesso violento, con antichi nemici che magari non esistono più.

E quando non esistono bisogna inventarseli, a costo di dare addosso a un ragazzino di fronte a milioni di spettatori.

Simone




permalink | inviato da colognoinazione il 18/4/2008 alle 11:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (111) | Versione per la stampa



16 aprile 2008

Anche D'Alema è superiore moralmente.

         

Stamattina, prima di andare a scuola ho comprato il solito giornale cioè "Il Giornale" (scusate il gioco di parole), per sbeffeggiare i miei professori che neanche a dirlo sono tutti di sinistra e sono a conoscenza della mia fede politica e della mia militanza in AG.

Inoltre si sono ritrovati a leggere anche un mio articolo che ho scritto su Impronta Sociale, dove, non parlavo tanto bene dei professori Italiani, criticandoli sul metodo di insegnamento e sull'indottrinamento dei giovani.

In prima pagina mi ha colpito soprattutto un articolo firmato da Massimo de'Manzoni dal titolo "Comunisti? Non possiamo permettercelo." Un articolo a mio modo, bello e ben scritto.

Le parole che mi hanno colpito sono quelle di un esponente del Pd, ex comunista. NO!, non è Ualter ma Baffetto d'oro, ovvero, Massimo D'Alema. Codesto afferma: "Se votassero solo quelli che leggono libri e giornali non ci sarebbe partita, vinceremmo noi. Ma siccome vige il suffragio universale...", a me danno sempre del "Fascista" (non  mi dispiace, ben intesi!!!) ma queste parole dette da un esponendo di rilievo del Partito Democratico, mi sanno ben modo di democrazia e secondo me, Baffetto d'oro non ha capito neanche cosa sia stato il Comunismo e quale era la sua finalità.

Detto questo torniamo sempre al solito discorso che CaffeNero da sempre porta in prima linea: sfatare la superiorità morale e intellettuale dei sinistri. Io leggo libri e giornali ma non per questo voto la sinistra, qualunque forma essa abbia, anche Pike legge moltissimo e ha un livello di cultura molto alto ma neanche lui vota a sinistra.
Mi pare di capire sempre più, che la mitizzazione della loro cultura appaia sempre più come la mitizzazione che è stata fatta sulla Resistenza, quindi falsa o pressapoco.

L'articolo termina con una fiondata del giornalista che spiega così la morte della sinistra estrema :

"[...] il Carroccio sfonda persino nella rossa Emilia Romagna. Dove le chiavi del potere sono sempre in mano agli ex Pci, ma dove la gente normale si trova ad affrontare situazioni analoghe a quelle dei vicini veneti e lombardi. E comincia a pensare che, forse, chi sventola bandiere rosse tessute col cashmere o fa la predica dalla tonda dello yacth non gliela racconta poi tanto giusta. [...] per essere comunisti bisogna permetterselo."


Kinasafronte




permalink | inviato da kinasafronte il 16/4/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (119) | Versione per la stampa



14 aprile 2008

Adios Compagno!

                                                                            

                                                                

                                                                     

"IL COMUNISMO E' MORTO PERCHE' E' STATO SCONFITTO DALLA STORIA"

Contento per le elezioni che si sono svolte e per la vittoria senza patemi d’animo che ha ottenuto Berlusconi e la sua coalizione, sono ancor più contento quando apprendo con meraviglia, che la Sinistra Arcobelino non sarà rappresentata in Parlamento per i prossimi 5 anni. Erano accreditati sull’8 % soglia che avrebbe permesso loro di ottenere un qualche deputato, invece nada…nisba, nine ( se si scrivono così) i compagni si sono bloccati sul 3,2 % circa, raccogliendo solo una figura di merda… vedasi le dimissioni del compagno Bevtinotti che stanotte sognerà Fidel e il “Che” che gli bestemmiano in cinese o, se preferite in russo.

Bevtirnotti, accredita la pesante sconfitta, con relativa falce e martello nella spazzatura, al Pd che si è accaparrato i suoi voti e allora, grazie, grazie di cuore Pd.

Neanche la legge Acerbo riuscì a farvi scomparire, ora si, ORA SIETE MORTI.

Di Comunisti in Parlamento non c’è ne, non c’è ne di comunisti nel parlamento non c’è ne!!!!

Camer**i BUON LAVORO!

Adios Zekke…. Ci becchiamo tra 5 anni




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