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25 agosto 2008

Hugo Pratt era un criptofascista?


 Hugo Pratt non aveva dovuto tacere fino all’ultimo, ma quasi. Non si era mai vergognato di essser passato attraverso la Decima MAS e la polizia tedesca dello S.D. Solo che, dopo, aveva confuso le piste alla maniera del suo Corto Maltese, che si definisce un “gentiluomo di ventura”, cioè un pirata, un rinnegato, ma è stato lo stesso adottato come un’icona dalla sinistra intellettuale. Che è rimasta molto delusa quando “Il Giornale” ha pubblicato una dedica di Pratt a un suo editore francese. Con la sua calligrafia inconfondibile scriveva : “De votre fasciste Hugo Pratt”. Non era del 1944 ma del 1988.   

Del resto, il dubbio che Pratt fosse un " criptofascista" attanagliava il culturame gauchista italiano e d'oltralpe. Il dubbio era anche avvalorato dalla presenza importante, in uno dei suoi "romanzi disegnati" migliori " Corte sconta detta Arcana "  di un personaggio di culto per la destra radicale, ossia il barone Roman Von Ungern -Sterberg ( vedi immagini  ) .

Oppure per l'interesse di Pratt verso la il folklore celtico e l'.I.R.A. , cui dedicò un ciclo narrativo dall'evocativo titolo  : " Le celtiche "  .

Di un collocazione destrorsa del padre da conferma la figlia Silvina Pratt che disse : . «Nessuno dei suoi figli l’ha chiamato “papà”. Ci ho provato verso i quattro o cinque anni. Lui non dice niente, ma si volta di scatto, come se avesse preso la scossa. Per un “figlio della lupa”, nipote del fondatore del movimento fascista a Venezia, probabilmente è meglio diventare un “duro” il più presto possibile. Figlio unico, Hugo nutriva una grandissima ammirazione per gli uomini di famiglia. Soldato adolescente, partito per la guerra in Africa, ha visto suo padre Rolando, fascista, imprigionato e poi, malato, morire in un campo di prigionia sotto il sole d’Africa». Silvina racconta anche di sua nonna Lina, la mamma di Conservava tanti ricordi della “sua” A
frica, della “sua” Italia. Sopra il letto era possibile ammirare la foto in bianco e nero di suo marito in uniforme…».

Del resto, anche il piccolo Hugo, arruolato dal padre nella polizia coloniale a soli quattordici anni, subirà il fascino di quelle divise. «Sono stati i soldati - spiega Silvina - a conferirgli la sua forma mentis. Gli anni trascorsi in un accampamento miserabile e sporco. Verso le sette di pomeriggio squillavano le trombe africane, mentre i colori della bandiera francese calavano dall’asta. Hugo aveva voglia di piangere. Al posto del blu, avrebbe voluto vedere il verde». Per la guerra, comunque, nessuna nostalgia: «Ha distrutto la mia famiglia - ha raccontato lo stesso Pratt - come potrei amarla? Ho visto il dolore di mia madre, ho perso amici, come Sandro Gerardi, che si erano messi con i fascisti e sono stati uccisi dai partigiani. La guerra mi ha fatto maturare, comprendere cosa c’è dietro la politica e le ideologie, l’assurdità dei nazionalismi e dell’imperialismo».

E' molto interessante al riguardo , tutta la serie degli " Scorpioni del Deserto " , ma in modo particolare il racconto " Piccolo chalet " , titolo tratto da una canzone in voga nel ventennio, nel quale l'autore tratteggia un "tipo" di fascista , il tenente Stella , volontario nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, ma ormai disilluso . Primo caso di fascista non caricaturato, in un periodo, gli anni '70, nel quale il fascismo era un  tabù assoluto quindi era "tabù" anche tratteggiare un personaggio di fascista bello (Nota: nei fumetti i " buoni " sono in genere belli e i "cattivi" brutti ) , intelligente e simpatico. Un fascista "positivo" in pieni '70.

Ma leggiamo al proposito  Pratt stesso  : Con la fine delle ostilità, «finalmente arrivò la pace - ha ricordato in seguito Pratt con feroce ironia - e con la nuova generazione arrivò l’obbligatorio impegno per l’impegno. La parola avventura fu messa al bando. Non è mai stata ben vista, né dalla cultura cattolica, né da quella socialista. È un elemento perturbatore della famiglia e del lavoro, porta scompiglio e disordine. L’uomo di avventure, come Corto, è apolide e individualista, non ha il senso del collettivo. Bisognava rispolverare Marx ed Engels, autori che mi annoiarono immediatamente. Venni subito accusato di infantilismo, di fascismo e di edonismo, ma soprattutto di essere evasivo, inutile come quegli scrittori che mi piacevano e che avrei dovuto dimenticare. Non ci riuscii e mi accorsi che c’erano parecchi altri che leggevano i narratori contestati. Alla fine ci riconoscemmo come una elite desiderosa di essere inutile».

Non è quindi un caso  quell’etichetta di fascista gli era rimasta appiccicata. Non che se ne facesse un cruccio. «Hugo mi diceva - riferisce Silvina - che i fascisti a quell’epoca, prima di Hitler, erano diversi». Rientrato in Italia, aveva aderito alla Rsi. E, ragazzetto, aveva assistito all’epopea della Decima Mas - dove pure aveva pensato di andare per “avventura” nel battaglione Lupo 
 

Su Pif, popolare settimanale francese di fumetti, pubblica ventuno storie brevi di Corto Maltese ma la collaborazione si interrompe bruscamente nel 1973, perché - lo racconta anche Silvina - «le tendenze libertarie di Corto non collimano con le direttive che orientano la rivista verso un’obbedienza di stampo comunista». Hugo preferisce lasciare e accettare le proposte della concorrenza: Casterman, l’editore di Hergé e del settimanale Tintin.



Poi è arcinoto, che l'editore di "Tex" , Sergio Bonelli  allineato a sinistra seguendo la corrente , gli chiedesse nei " favolosi '70"  un albo per la serie " Un uomo un avventura " che fosse anti imperialista ".  Il massimo che  Pratt riuscì a fare, dopo molte tergiversazioni fu un albo dedicato ai " Cancageiros" , sorta di guerriglieri legittimisti legati all'ultimo Imperatore del Brasile Dom Pedro de Braganca esautorato da un colpo di stato, messo in tatto dalla borghesia brasiliana, ampiamente anticlericale e massonica. I " cancageiros "  furono per certi versi simili ai briganti filoborbonici "legittimisti" o ai "sanfedisti" .

Come dimenticare poi il tenente di vascello  della Kriegsmarine Slutter , che nel romanzo " La ballata del mare salato "  è raffigurato come un idealista, contrapposto ai cinici ufficiali inglesi. Peraltro in tutta la produzione di Pratt si coglie una nota anti inglese.  

E posto che il padre di Hugo , fervente fascista, morì in un campo di concentramento inglese, non c'è nulla di cui stupirsi.

Pike




permalink | inviato da Pike il 25/8/2008 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (55) | Versione per la stampa


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