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Lezioni di zoologia

 

LA FAINA



Dopo 14 anni di corte serrata, dopo aver perso un po’ di pelo ed essere sfuggita a trappole e cacciatori interni e esterni, la faina bolognese sta per coronare il suo sogno: le porte dorate stanno per schiudersi e la leggiadra lo sta aspettando. Questa volta sarà principe e non paggio.

In questi 14 anni ha sopportato le bizze del Re prendendosi anche le colpe dei suoi sbagli, ha mediato tra alleati rissosi cercando di dare un indirizzo logico all’alleanza, ha messo la sordina alla vocazione legalitaria e giustizialista del suo popolo per non irritare gli alleati, a costo di spegnere l’identità e l’anima della destra, ha soffocato le dispute interne.

Non ha concesso molto ai suoi fedeli: muto come una sfinge o al più parlante genericamente di valori, senza mai specificare quali, forse temendo di scatenare feroci dispute ideologiche fra i destri …

Mentre i dirigenti della sinistra arringavano il loro popolo e lo inondavano a piene mani di parole d’ordine e slogan, la gente della destra ha dovuto cercare da sola i suoi valori, senza profeti che indicassero la via.

Ciascun destro ha dovuto costruire e ricostruire la propria scala di valori, e ha dovuto intraprendere la sua personale traversata nel deserto senza una guida che dispensasse una parola, un consiglio.

Difatti molti si sono persi: perché convinti di essere rimasti senza valori, perché attratti da altri valori, per semplice convenienza.

Altri sono stati acquistati: chi per convenienza, chi perché rimasto senza valori e speranzoso di trovarli finalmente…

La faina ha acquisito sicurezza mentre il traguardo si avvicina pur mantenendo la sua proverbiale prudenza. Adesso però si concede qualche personale rivincita e qualche morso doloroso a destra e manca.

Ricorda i complimenti più gentili che gli sono stati rivolti da avversari, alleati e soci :

“uomo nero”

“il nulla”

“traditore”

“guardaspalle del cavaliere”

“opportunista senza principi”

“rinnegato”

Che dire? Le sue maniere volutamente fredde e distaccate non affascinano il suo popolo passionale e sempre pronto a seguire un pifferaio magico: li ha costretti a meditare, a abbandonare slogan a effetto, comode certezze e cosiddetti “ideali” dietro cui si nascondono concreti interessi.

Li ha costretti crudelmente a nuotare nel mare magno del dubbio e della critica con l’angoscia di non essere attrezzati a sopravvivere.

Ha selezionato con durezza una classe dirigente apparentemente a sua immagine e somiglianza, qualcuno dice ossequiosa e servile.

Il futuro dirà quanto la sua scommessa sarà vincente

mauromauro

Pubblicato il 28/3/2008 alle 13.53 nella rubrica Diario.

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