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IL FINE DI FINI : LA PACIFICAZIONE

 



«PACIFICAZIONE»
- Dal neo presidente della Camera un elogio del 25 aprile e del primo maggio: «Celebrare la ritrovata libertà dell'Italia e la centralità del lavoro è un dovere cui nessuno deve sottrarsi» ha spiegato Fini. «Si tratta di valori - ha aggiunto - condivisi da tutti gli italiani, specie i più giovani». Per il nuovo numero uno di Montecitorio, nonostante siano «pochi e isolati» quelli che ancora «alzano steccati di odio», bisogna continuare a impegnarsi verso «la ricostruzione di una memoria storica condivisa, una pacificazione nazionale tra vincitori e vinti».

( fonte Corriere della Sera )

Questa Nazione deve ricomporre i suoi antichi dissidi, deve voltare pagina, e in quest'ottica, le parole di GianFranco Fini non potevano essere più condivisibili e nobili.

Condivisibili, tranne che per chi fa come unico argomento di lotta politica l'odio e la prevaricazione.
 
Speriamo che la classe dirigente di sinistra sia abbastanza matura da aderire a quest'invito alla distensione, alla pacificazione.

Pike

Pubblicato il 30/4/2008 alle 14.2 nella rubrica Diario.

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